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artMbassy
con la partecipazione dello Studio d’Arte Pino Casagrande

presenta

 JOACHIM SEINFELD

Neighbours

RAUL GABRIEL

Back2Berlin concept

 19 – 29 Novembre 2011

 Opening sabato 19 Novembre 2011, 7-10 pm

invito opening sabato 19 novembre ore 19.00

testo di Flavia Montecchi

La testimonianza storica di quanto accaduto in passato avviene attraverso la teorizzazione di eventi che si tramandano dalla Storia fino ai giorni nostri. Per comprendere tali eventi si è abituati ad affrontare una lettura verticale degli avvenimenti in questione; la Storia si materializza ai nostri occhi come un diagramma piramidale di date, in cui ad un’azione corrisponde una causa e così via.

Nei lavori degli artisti Joachim Seinfeld e Raul Gabriel presentati insieme negli spazi di artMbassy per una doppia personale di respiro internazionale, la lettura della storia avviene tramite la sovrapposizioni di stratificazioni visive, in grado di dare origine ad superficie mentale sintattica ma orizzontale. Per la serie “Neighbours” nei lavori del tedesco Joachim Seinfeld, la conservazione di epoche passate può essere paragonabile ad una pratica atipica del restauro, che attua la conservazione della materia in senso inverso. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’artista ha sentito il bisogno di preservare una parte della storia della sua città e non solo, lavorando sulle superfici più vissute di edifici in disfacimento. Dopo aver conservato parte delle mura rimosse, l’artista applica con l’emulsione fotografie e materiale d’archivio sulle stesse macerie, facendo uscire immagini bidimensionali che prendono il nome dall’indirizzo in cui è avvenuto lo strappo iniziale. Una pratica di restauro certosina e arbitraria, che parte da una ricerca privata per aprirsi alla sfera pubblica.

Dietro la conservazione di Joachim Seinfeld si apre infatti un ampio raggio di immaginazione in cui il fruitore è sensibilizzato alla memoria storica e architettonica della sua città, grazie ad una strana combinazione di particolari sia materici che visivi, racchiusi a loro volta in una seconda immagine: il reperto lavorato di ciò che era. “It is therefore also a work about what we want to do with our cities, what do we want to preserve…”, scrive l’artista. Memoria e attualità si incontrano in una cornice invisibile che raccoglie in parte un presente compromesso dagli eventi – il muro con ciò che l’artista ha rimosso – e in parte un passato immortalato da obiettivi fotografici altrui – il supporto su cui l’artista lavora. L’immagine finale è una sovrapposizione di suggestioni che rievocano la vivibilità sociale ed estetica di Berlino, abbracciando pratiche di arte popolare e ricerca d’archivio personale.

 A suggellare i frame di questo viaggio onirico bidimensionale è il fermo immagine del video di Raul Gabriel “Back2Berlin concept”. La sagoma di una bicicletta bianca scorta sul vetro di un vagone metropolitano, appare in primo piano dietro un susseguirsi di paesaggi berlinesi suggeriti dal viaggio dell’artista verso l’aereoporto. Un susseguirsi di rumori urbani si confonde con inserti sonori fatti emergere successivamente, la cui fonte originale deriva da avvenimenti storici salienti. La stratificazione del tempo e della memoria assume anche qui una lettura orizzontale, che si carica di una forza onirica grazie all’uso dell’artista del reverse. I livelli visivi dell’immagine-video mantengono la bidimensionalità dei lavori di Joachim Seinfeld, mentre il movimento su cui si attuano aziona un “flusso ipnotico” sottolineato dal leitmotiv delle sonorità in sottofondo: torna la forza della memoria, proprio dove il paesaggio sembra sfrecciare via con il percorso del treno.

Il messaggio di Raul Gabriel si concentra nella forza che l’immobilità del simbolo “bike” suggerisce. Non è il treno la costante del suo viaggio nonostante sia il motore effettivo del movimento presente nel video; è la “formula-bicicletta” che, “imposta sulla città, contrasta con il suo messaggio di riappacificazione ambientale e sembra invitare ad una ecologia della mente prima ancora che dell’ambiente.” (Raul Gabriel).

Entrambe i lavori presentati insieme negli spazi di artMbassy, si servono del potenziale narrativo dell’immagine fissa che, soggetta a stimolazioni visive di substrati, suscita un “movimento mentale” a favore del ricordo che da individuale si fa collettivo. Una chiave di lettura diversa per conoscere e insieme immaginare la quotidianità di una città in perenne movimento, scavando nel suo passato e nei suoi dintorni, per attraversarla poi in un presente visionario ma fedele all’anima vitale che le pulsa dentro.

Fino al 29 novembre 2011

artMabssy

Anna-Louisa-Karsch-Straße 7
Berlin, 10178

phone/fax 030.24047555

contac: chiara.marzi[at]artmbassy[dot]com

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ORA, AD ALLORA – CLAUDIOADAMI

21.04.2011 – 21.05.2011

PATRICK HEIDE CONTEMPORARY ART, LONDON

Patrick Heide Contemporary Art is pleased to present “Ora, ad allora” (translated “now, by then”), the first solo exhibition in the UK of Italian artist claudioadami.
As part of a series of three exhibitions featuring artists that work with systematic drawing defined by a conceptual approach, claudioadami is the second artist after David Connearn, to be followed by gallery artist Isabel Albrecht at the beginning of June.
‘Ora, ad allora’ gives an overview of claudioadami’s practice over the past decade and highlights his concept of writing as drawing and its relevance as a medium to register the transcience of time.

claudioadami, campionario, 2000/03

claudioadami has been dedicated to his drawing project since the early 80’s, when he started to transcribe texts by Samuel Beckett. Almost every day since, claudioadami covers white surfaces in regular minute black writings, line by line, its scripture leaning to the right. claudioadami then overwrites his sentences so many times that the words as such disappear to become a succession of frayed and densely scribbled thick black bands.
Since abandoning Beckett, Adami writes down whatever thoughts come to his head: daily tasks, poems, streams of consciousness, anything. He then dissolves these thoughts by overwriting them to a stage beyond recognition.
The meaning of the words, the narrative gives way to an abstract representation. The communication becomes obsolete.
His scribblings translate random thoughts that evolve into an obsessive, repetitive gesture emanating the fascination of the trickling movement in an hourglasses or the ceaseless rolling motion of the sea.

claudioadami - Patrick Heide - London

The London exhibition features a wide spectrum of works on paper from 2000 up to today, ranging from notebooks and notepads with daily recordings of his scribblings on individually dated single pages, to medium and larger formats with whole weeks and months of Adami’s mark-making on single or successive pages.
In the main gallery space claudioadami’s most time intensive installation, ’Campionario’, will be on display. The result of an ongoing project of over three years (2000-2003), the installation is composed of card and aluminium boxes of different sizes and shapes, each labelled with a start and an end date, every box containing various time segments of claudioadami’s tracings.
claudioadami, the artist’s name in one word, is not just a formal choice. It is a manifesto of his intention to describe the radical and essential message of his art and his existence. A continuum where art and life, now and then, space and time perfectly coincide and coexist.

claudioadami was born in Città di Castello (Italy) in 1951. He exhibited widely in Italy, in particular at the Mart museum in Rovererto and MACRO in Rome, where he lives and works.

The exhibition of claudioadami at Patrick Heide Contemporary Art is staged in collaboration and exchange with Studio d’Arte Contemporanea Casagrande in Rome, which is currently hosting the exhibition ‘Deflection’ featuring works of gallery artist Hans Kotter.

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Ines Fontenla - Requiem Terrae, Chiesa San Filippo - 2011

INES FONTENLA

Requiem Terrae

a cura di Lucrezia Cippitelli

28 aprile – 20 maggio 2011 – Chiesa di San Filippino. Roma

L’artista concettuale Inés Fontenla lavora sull’eredità del mondo post-industriale e dell’idea di progresso (sociale, scientifico, tecnologico) che le società post-capitaliste avanzate stanno lasciando al pianeta terra. In un momento fortemente marcato dal dibattito sui beni naturali, sulla loro preservazione e sul rischio di un collasso irreversibile (si pensi ai dibattiti sulla privatizzazione dell’acqua, sull’energia nucleare e sul disastro ambientale avvenuto recentemente in Giappone),  Requiem Terrae coinvolge lo spettatore sui temi ambientali, sul precario ecosistema terrestre che si sta logorando e sulle responsabilità di cui ciascun individuo deve farsi carico.

Requiem Terrae, installation view,2011. Chiesa di San Filippino, Roma.

L’artista argentina ha realizzato un’installazione – nucleo centrale della mostra – che denuncia l’uso indiscriminato delle risorse della Natura da parte dell’essere umano. Il progetto parte e si sviluppa intorno alla “relazione perversa” che da sempre lega la civiltà occidentale alla Terra, procurando talvolta conseguenze disastrose e drammatiche per la stessa sopravvivenza dell’uomo.

 Requiem Terrae oltre ad essere un invito a prendere coscienza dei danni e dei drastici cambiamenti che l’attuale sistema di vita ha provocato, è un monito a guardare alla Terra come a un “entità vivente”, da ascoltare e con la quale relazionarsi trovando soluzioni di sviluppo partecipative e sostenibili che ne possano salvaguardare le capacità rigenerative.

“Il pianeta Terra è colpito e spezzato dall’uomo che sfrutta le sue risorse e le sue ricchezze all’infinito, senza rispettarlo, senza considerare le sue caratteristiche vitali e i suoi bisogni” dice Inés Fontenla.

Requiem Terrae include anche la Carta della Terra, documento guida ratificato dall’Unesco nel marzo del 2000, che pone l’accento sulla precarietà di un futuro basato su un modello di sfruttamento ad libitum della Terra e sulla necessità invece di accorrere in soccorso del pianeta.

Una video animazione dell’artista inoltre ripercorrerà poeticamente la storia della Terra attraverso le mutazioni geopolitiche dell’ultimo secolo, segnando la mostra con un’altra incisiva riflessione sulla relazione tra azione e reazione, tra fatto storico e influenze che travalicano i limiti spazio temporali degli accadimenti.

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Written by Studio d'Arte Pino Casagrande

giugno 21, 2011 a 5:43 pm

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